03/09/2018

Dalla Chiesa: Fico, sua lezione è coinvolgimento di tutte le forze sane della società contro la mafia

Di seguito il messaggio inviato dal Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico in occasione dell'anniversario dell'uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell'agente di scorta Domenico Russo.

"Desidero rivolgere i miei sentimenti di affettuosa vicinanza e solidarietà a tutti i partecipanti agli eventi oggi organizzati in memoria del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della sua consorte, Emanuela Setti Carraro e dell'agente della Polizia di Stato, Domenico Russo, assassinati il 3 settembre del 1982 a Palermo.
Sempre in prima linea nel suo impegno quotidiano, Dalla Chiesa portò avanti un'azione rigorosa ed efficace di contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata. La sua morte fu un gravissimo colpo per lo Stato che non riuscì a proteggere uno dei suoi uomini migliori. Nella battaglia contro la mafia, Dalla Chiesa aveva ben chiara la fragilità di ampie zone del nostro Paese rispetto alla pervasiva capacità di infiltrazione e di condizionamento criminale. Non mancò di richiamare l'esigenza di sviluppare sistemi investigativi e repressivi innovativi e pose l'attenzione sulla necessità di coinvolgere tutta la società nell'attività di contrasto quotidiano alla criminalità organizzata.
Era infatti consapevole che la lotta contro la mafia è assolutamente impari se ad essa non concorrono tutte le forze sane della società; se, di fronte al degrado o alle ingiustizie, lo Stato è colpevolmente latitante e le Istituzioni e la politica non sanno farsi carico dei diritti e delle esigenze dei cittadini; se, già nelle famiglie e nelle scuole, i giovani non vengono educati ai valori della legalità e dell'onestà; se, in definitiva, non vi è, da parte di tutta la collettività, una risoluta reazione etica e culturale volta a sbarrare il passo ai metodi dell'intimidazione e alla logica della corruzione.
Nessuna commemorazione può avere dunque senso se non accompagnata da una seria riflessione su come il modello di azione e di pensiero del Generale Dalla Chiesa sia diventato parte integrante di un percorso di riscatto del Paese dalla criminalità organizzata.
Egli non aveva di certo la pretesa di sconfiggere, da solo, la mafia; ma nutriva, senza dubbio, l'ambizione di indicare un percorso, di lasciare un segno, una lezione che non fosse poi andata dispersa e dimenticata.
È questo il nostro compito, la visione ideale che ognuno di noi deve fare propria, l'orizzonte a cui indirizzare il nostro agire, ciascuno secondo i propri ruoli e le proprie responsabilità".