11/03/2019

Presentazione del Rapporto sul “Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia”

Il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, ha inviato il seguente messaggio al Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, in occasione della presentazione del Rapporto sul "Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia":

"È con grande piacere che rivolgo il mio saluto più cordiale ai partecipanti alla presentazione del Rapporto sul "Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia" promosso dalla Giunta regionale, con la collaborazione dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano.

Ritengo che il Vostro Rapporto abbia innanzitutto il merito di aver posto in luce come la mafia non rappresenti un'entità lontana e astratta; essa è oramai presente in luoghi e contesti atipici rispetto a quelli in cui è storicamente inquadrata e, soprattutto, agisce non soltanto attraverso attività illecite ma anche, in modo dissimulato, in numerose attività apparentemente lecite. Accanto al traffico degli stupefacenti, all'usura, alle estorsioni, al contrabbando, al caporalato, infatti la mafia opera e prolifera in Lombardia anche e soprattutto in settori come la gestione dei rifiuti, il commercio, l'industria del divertimento, la sanità, il recupero crediti.

Si sono inoltre radicate e consolidate organizzazioni criminali straniere che spesso operano in collegamento e sinergia con quelle italiane e sulle quali spesso non esiste un quadro informativo chiaro e approfondito.

Se è vero che negli ultimi decenni - grazie all'azione meritoria della magistratura e delle forze dell'ordine - sono stati inferti colpi decisivi alla criminalità organizzata e che anche il movimento civile antimafia ha contribuito a diffondersi, dal Rapporto emerge come si sia notevolmente ampliata la dimensione economica e relazionale della mafia, la sua capacità corruttiva e intimidatoria. Una capacità che può avere una particolare presa tra i giovani, soprattutto in quei contesti di marginalità e di degrado sociale in cui, a fronte di una endemica mancanza di prospettive, vi è un'organizzazione criminale pronta a offrire denaro facile, protezione, ruoli ed un'illusoria affermazione sociale.

A fronte di questo quadro molto preoccupante, le Istituzioni sono chiamate a intervenire con maggiore fermezza in quella zona grigia di diffusa corruzione, di rapporti di complicità e di scambi collusivi nei quali la mafia trova il suo terreno privilegiato e gli strumenti d'azione più idonei per rafforzarsi, logorando la democrazia e indebolendo la fiducia dei cittadini nello Stato.

L'approvazione in prima lettura alla Camera, lo scorso 7 marzo, della proposta di legge che modifica l'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso si muove in questa direzione, mirando a prevenire le condotte di grave inquinamento nella fase elettorale e di penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto politico-istituzionale nazionale.

A nulla o a poco, tuttavia, serviranno gli strumenti repressivi, se non si mette in campo un'ampia azione che coinvolga tutti i livelli istituzionali per risolvere, in Lombardia come nel resto del Paese, i problemi del territorio, le lacune nel sistema socio-familiare, la dispersione scolastica, la mancanza di un lavoro dignitoso, la povertà, le diseguaglianze e la marginalità.

La politica deve riuscire a mettere in pratica un'idea di democrazia realmente partecipata e basata su più eque e diffuse condizioni di sviluppo economico, sociale e culturale che possano sbarrare il passo a ogni forma di ricatto e degenerazione mafiosa.

Come è indispensabile consolidare la cultura della legalità in tutti gli ambiti della società e del sistema produttivo.

Credo in conclusione che il vostro Rapporto offra una preziosa base conoscitiva che contribuirà certamente a rafforzare la mobilitazione di tutte le energie sane del nostro Paese contro la criminalità mafiosa, in tutte le sue manifestazioni."